martedì 26 aprile 2016

Intervista a Leonardo Faienza

Essere ben curati, sogno e realizzazione di uno e di tanti

Incontrando Leonardo Faienza di Torremaggiore, non ho potuto non rimanere affascinata dallo sguardo soddisfatto ed ammirevole con cui mi ha narrato la sua  storia di passata degenza ospedaliera.
Ho lavorato per tanti anni nell’Ospedale Teresa Masselli di San Severo, come tecnico addetto alla manutenzione di impianti. A dire il vero, mi capitava di ascoltare giudizi negativi sia sulla struttura che sul personale operante. Ero  molto prevenuto e mai e poi mai avrei pensato di ricoverarmi proprio lì un giorno!”.
“Ed invece, cosa è successo esattamente?”.
Il 2 ottobre del 2015 accadde qualcosa. Premetto che ero già in pensione, non avevo un’alimentazione ottimale, praticavo pochissima attività fisica e non mi ero mai sottoposto ad esami clinici o visite mediche. Insomma mi trascuravo; colesterolo e trigliceridi infatti erano alle stelle. Dopo aver pranzato ed aiutato mia moglie a sparecchiare come al solito, avvicinandomi al lavello della cucina, ho avuto un mancamento. Il respiro  si è bloccato e, non arrivando più sangue al cervello, ho avuto un’ischemia transitoria cerebrale. Mia moglie ha subito allertato il 118 di Torremaggiore, dove abito, ed il personale operativo abilmente si è attivato rianimandomi con il defibrillatore”.
“Quindi anche il 118 ha ben funzionato?”.
Sì, sarò sempre riconoscente a coloro che mi hanno prontamente soccorso”.
“E in ospedale?”.
Una volta che sono stato ricoverato, ho potuto conoscere la realtà da vicino e come paziente. Durante la prima settimana, mi sono trovato semiparalizzato. Non ricordavo molte cose ed invece ora rammento con emozione ogni comportamento, dal semplice addetto alla pulizia al personale infermieristico e medico. Ho ricevuto tante attenzioni! Posso affermare che è stato un trattamento ottimale da parte di tutti. Anzi quando ascoltavo qualcuno lamentarsi sul cibo, mi rammaricavo perché non riscontravo niente di così esageratamente anomalo”.
“Diciamo pure che la priorità della buona riuscita del trattamento terapeutico e farmacologico dovrebbe rilevare. Ma a chi ti senti particolarmente grato?”.
Come ho innanzi detto, già al 118. Poi a tutto il personale lavorante nell’Ospedale Teresa Masselli di San Severo per essersi adoperato con estrema gentilezza”.
“Insomma un insieme di circostanze e persone positive”.
Ebbene sì e voglio credere che la Sanità tutta possa funzionare come quella che ho incontrato presso questa struttura e che ognuno nei diversi Ospedali possa impegnarsi  nel suo lavoro al massimo e con passione”.
“Cosa aggiungere? Sono felice di aver ascoltato questa buona esperienza e dato che il successo dovrebbe generare successo, spero che il tuo sia un esempio che valga da incoraggiamento!”.
                                                                 Elisabetta Ciavarella


giovedì 21 aprile 2016

Uno Stage per imparare non solo a difendersi

Sabato 23 aprile, ci sarà uno Stage Regionale di KRAV MAGA, sulla difesa personale. Il corso si svolgerà dalle ore 9.30 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 18.30 (nella pausa sarà disponibile il servizio Bar e Ristorante del Bagno 27) a Barletta.
In tale Stage si svilupperanno tecniche di difesa da aggressioni di vario genere, come dal tentativo di rapina alla violenza fisica.
L’organizzatore Massimo Luceri, oltre che un personal trainer, è un Maestro di difesa personale israeliana che tiene corsi anti aggressione e si occupa di sicurezza.
“Da quanto sei un appassionato di arti marziali?”.
Da moltissimo tempo. Ho iniziato a praticare judo all’età di otto anni e sono arrivato fino alla cintura verde. Dopo mi sono dedicato ad altri sport, quali il nuoto ed il calcio. Ma la passione per le arti marziali si è riaccesa e a 23 anni ho iniziato a praticare il Karate Stile Goju Ryu della scuola del Maestro Alberto Evangelista per diversi anni, ottenendo il 1° dan”.
“Perché il KRAV MAGA?”.
Perché le sue tecniche idonee alla difesa personale, sono più efficaci e più semplici da realizzare in caso di aggressione. Mi sono avvicinato al KRAV MAGA grazie ad uno Stage nel 1999 e da lì ho continuato ad approfondirne lo studio con corsi di formazione sia in Italia che all’estero con Maestri di fama internazionale”.
“Sei così diventato un vero Maestro di KRAV MAGA!”.
Sì, ho ricoperto prima varie cariche in diverse Federazioni ed oggi sono oltre che Maestro di Krav Maga, anche Istruttore Military Sel Defence, Direttore Tecnico della F.K.S.A.(Accademia Formazione Security), Direttore Tecnico della Self Defence Military Academy, Responsabile Regionale dello Csen per il settore Krav Maga-Kapap e Maestro Krav Maga per la TDKMI”.
“Ma cos’è nello specifico il Krav Maga?”.
È una tecnica di difesa in cui la preparazione psicologica è essenziale. Il Krav Maga aiuta a contrastare e a risolvere i pericoli reali della strada e contribuisce in modo significativo ad infondere sicurezza ed autostima, allontanando ansie e paure ed imparando a gestire le emozioni personali”.
“A chi è adatto?”.
Proprio perché è un sistema di difesa personale semplice ed efficace, è adatto sia ai ragazzi a partire dai 16 anni, che agli uomini e alle donne senza nessuna esperienza in arti marziali”.
"Quanto é importante per una donna sapersi difendere?".
Oggi è fondamentale sapersi difendere. Purtroppo la realtà ci pone nella condizione di dover reagire anche duramente per poter sopravvivere ed il Krav Maga insegna alla donna tecniche semplici, rapide ed efficaci per difendersi”.
“Esiste una tecnica più valida?”.
Non esiste una tecnica migliore dell'altra; tutte sono mirate ad un unico scopo, terminare l'aggressione”.

                                                                              Elisabetta Ciavarella

sabato 16 aprile 2016

Evento Ricoloriamo la città

Torremaggiore si colora di nuove speranze

Sabato 16 aprile, alle ore 19,30 lungo il Corso principale del paese, Giacomo Matteotti, al civico 112, presso Palazzo Lamedica, un folto gruppo di giovani e non, ha dato il via all’inaugurazione del Comitato Elettorale della Coalizione Innanzitutto Torremaggiore, con candidato Sindaco Lino Monteleone.
L’iniziativa “Ricoloriamo la città” ha riscosso plauso e consenso da parte di coloro che credono in un cambiamento positivo.
In vista delle prossime e vicine elezioni amministrative, i vari movimenti politici e civici si stanno organizzando per sostenere le candidature dei rispettivi e differenti candidati Sindaci.
La coalizione Innanzitutto Torremaggiore, dopo aver consultato direttamente la cittadinanza sulle proposte da integrare nel proprio programma politico-amministrativo, ha voluto inaugurare la sua sede, accogliendo calorosamente il  Comitato Elettorale. Una folla entusiasta si è trovata coinvolta in uno scambio piacevole di opinioni e ha potuto assistere ad un semplice ed accorato discorso di un candidato che non aspira alla carica di Sindaco per fregiarsi di una mera onorificenza.
Il mio è un impegno che sto prendendo con tutta la comunità. Ci metto la faccia e sono consapevole delle responsabilità a cui posso andare incontro”, ha precisato.
La location è significativa per la storia politica recente del candidato Sindaco Monteleone e per tutta la Coalizione è grande il desiderio di ripartire dall’identità del proprio paese.
Non serve solo lamentarsi aspettando che altri intervengano miracolosamente come salvatori. Serve il contributo costruttivo di quanti hanno a cuore il proprio destino di cittadino”, ha affermato vivamente Monteleone.
Occorre volgere lo sguardo al futuro e non puntare il dito senza farci prima un esame di coscienza. Il senso civico è fondamentale. Il nostro è un progetto basato sulle persone; memori degli errori del passato, ci impegneremo per non ripeterli. Torremaggiore è un paese che ha bisogno di essere rilanciato. Nella lista sono presenti giovani alla loro prima esperienza, ma molto motivati ed impegnati. I futuri Consiglieri Comunali dovranno essere persone serie, con le idee chiare e non ballerine! Sono necessarie la stabilità nel governare e la massima  trasparenza”.
E la sua del resto, è una serietà ineccepibile, dimostratasi nel tempo.
Nella politica, non occorrono solo la passione e la volontà, ma la fermezza di propositi, idee e convinzioni, salde e ancorate in una personalità che sappia guardare avanti, agendo solo per la comunità, senza piegarsi alle circostanze di convenienza.
La lista Innanzitutto Torremaggiore conosce bene e, non a caso, ha scelto il proprio candidato Sindaco.
                                                                   Elisabetta Ciavarella



Il Duo Frank Martin

Mattinata all’insegna della buona musica alla
Media Statale Padre Pio di Torremaggiore

Stamattina, 16 aprile, nell’Auditorium della Scuola Media Statale Padre Pio, si è tenuto un bellissimo concerto dinanzi ad alunni e professori.
Il direttore artistico della Settima Stagione Concertistica Capitanata in Musica, Angela Trematore, precisa: “Si tratta dell’ultimo recital di questa stagione concertistica 2015/2016 che vede come protagonisti due  musicisti talentuosi, con la voglia di  trasmettere la passione per la Musica, dedicandosi allo studio e al perfezionamento continuo e costante del loro bagaglio artistico-musicale. L’ultimo concerto della stagione è infatti spesso dedicato ai giovani che come Francesco e Martino possano essere un esempio positivo per tutti coloro che stanno intraprendendo un serio percorso di crescita. Anche stasera il Duo si esibirà nella Sala del Trono del Castello Ducale di Torremaggiore”.
Michele Lamonaco, il vicepresidente dell’Associazione Musicale e Culturale Mozart di San Paolo di Civitate e Torremaggiore, puntualizza “La nostra stagione concertistica è ormai volta al termine, ma la prossima sarà ancora più articolata e dedita a valorizzare ampiamente i giovani ed il territorio”.
Un particolare ringraziamento va al Dott. Matteo Scarlato, Dirigente scolastico della Scuola Media Statale P.Pio di Torremaggiore per la collaborazione riuscita con l’Associazione Musicale Mozart e a tutti coloro che anche quest’anno hanno creduto nel nostro progetto Capitanata in Musica”, aggiunge Angela Trematore.
Il Dirigente Scarlato aperte le porte della sua Presidenza, con estrema gentilezza, parla con entusiasmo del Protocollo di Intesa sottoscritto con Associazioni del Territorio, tra cui la Mozart. “Il P.T.O.F. (Piano triennale Offerta Formativa), documento di programmazione Didattica, permette alle Scuole di scegliere alcuni orientamenti e noi, nella nostra Scuola Media, abbiamo optato per la salute, la bellezza, l’inclusione e la cittadinanza attiva”.
E arriva il momento di incontrare nell’auditorium i protagonisti del concerto. Due fratelli, due ragazzi altissimi, Francesco e Martino Olivero, in arte il Duo Frank Martin.
“Di dove siete originari?”.
Siamo entrambi di Moncalieri, in provincia di Torino”, si alternano timidamente nelle risposte. Ma la loro non è proprio una timidezza, quanto un’aria rispettosa ed educata che non è facile riscontrare in alcuni giovani di oggi.
“Quando avete iniziato a suonare?”.
Fu nostra madre ad incoraggiarci da quando eravamo piccolissimi, verso i 4 e 5 anni. Nostra madre è musicista di pianoforte. Durante le Scuole Medie poi, Francesco si è dedicato alla chitarra e Martino al Violoncello”.
“Ed ora?”.
Al momento Martino sta studiando i suoi studi di violoncello a Torino e Francesco grazie ad una borsa di studio vinta a Torino e messa in palio dall’Associazione De Sono, sta continuando i suoi studi all’estero” e Francesco precisa di essersi prefisso di impiegare due anni e guardando il fratello sorride esclamando che la prossima senz’altro va a lui. Con molta complicità e affiatamento mi raccontano di un concerto indimenticabile a San Colombar sopra Bardonecchia, ai confini con la Francia, dove sono rimasti colpiti dal calore del pubblico”. Ma confidano che ogni concerto li entusiasma ed emoziona.
“Francesco, cosa diresti ai giovani che vogliano avvicinarsi alla musica?”.
Di crederci veramente e di non arrendersi mai!”.
“E tu Martino?”.
Di iniziare a studiare con tanta disciplina e continuare con tanta e tanta passione!”.
E loro ne hanno davvero molta!

                                                                                      Elisabetta Ciavarella


venerdì 15 aprile 2016

Raduno dei Cavalieri templari a Torremaggiore

Primo raduno dei Cavalieri Cristiani Jacques de Molay

Venerdì 15 aprile, nella Sala del Trono del Castello Ducale di Torremaggiore, si è respirata aria cavalleresca. Il primo raduno della Confraternita dei Cavalieri Cristiani Jacques de Molay, è stato realizzato grazie alla Commenda di Torremaggiore della Confraternita Internazionale di Volontariato dell’Ordine dei Cavalieri Templari Cristiani Jacques de Molay, in collaborazione con l’Accademia delle Culture e Scienze Internazionali. Notevole il supporto da parte dell’Associazione Civilis Engea Guardie Ecologiche Ambientali di Torremaggiore, capitanata da Ruggiero Del Grosso, sempre pronta a collaborare con il Cavalierato.
Durante l’evento è stato possibile assistere ad un dibattito sulla presenza dei Cavalieri sul territorio e la figura di Raimondo De Sangro. Numerosi gli ospiti, tra cui il Gran Priore Internazionale Fra Massimo Maria Civale; il Priore e Maestro Templare Generale Angelo Schiano; l’Ambasciatore, giornalista e scrittore della Santa Sede dr. Nicola Giampaolo, l’avvocato Maria Marinelli, la giornalista e dottoressa Elisabetta Ciavarella e il Commendatore Provinciale Ruggiero Del Grosso.
A moderare la giovanissima dott.ssa Olga Del Grosso.
Il primo ad interloquire, il Gran Priore Massimo Maria Civale.”Il territorio di Torremaggiore venne affidato dai Benedettini ai Templari e divenne una sede importante in cui avvenivano anche le vestizioni dell’Ordine”. Dopo il suo accenno al ritrovamento della pergamena di Chinon, documento che attesta che i Templari in verità non sono mai stati scomunicati, ha preso la parola l’avvocato Annamaria Marinelli che si è soffermata sull’istituto giuridico della sospensione. “L’Ordine è stato sospeso, non soppresso ed in qualunque momento, potrebbe essere riportato in vita”.
Il Postulatore del Vaticano poi, dr. Nicola Giampaolo, trattando la  figura di alcuni Santi, “Torremaggiore fu una terra di passaggio di molti di essi”. “Oggi stiamo vivendo uno scenario storico pericoloso. Ci sono troppi conflitti di interessi tra gli Stati!”, ha proseguito. Il Generale e Priore Angelo Schiano invece, ha esposto gli scopi della Confraternita e l’attività e ruolo dei Cavalieri. La dottoressa Elisabetta Ciavarella si è soffermata sulla figura di Jacques de Molay e il Commendatore Provinciale Ruggiero Del Grosso ha concluso “Questo evento è una giornata per il prossimo. Credo che il Signore abbia bisogno di testimonianze e persone di buona volontà!” ed ha chiamato in causa anche il Dirigente Regionale di Fare Ambiente Marcello Amoroso, persona molto impegnata ed attiva. Durante l’evento, la moderatrice, dr.ssa Olga Del Grosso, ha allietato i presenti fornendo particolari ed informazioni sulla vita e l’operato di Raimondo De Sangro.
A seguire una solenne e toccante cerimonia di investitura.
                                                                                      Elisabetta Ciavarella





domenica 3 aprile 2016

La mia gavetta...

Ne é passato di tempo...
Iniziai la mia pratica giornalistica per caso. Una mattina incontrando mio padre per salutarlo, passeggiando, ci siamo imbattuti nei pressi del portone di una tele locale. Lui scherzando disse "Vorrei proprio vedere se hai il coraggio di salire e chiedere per la pratica giornalistica!". Ed io "Come? Credi che non ne abbia il coraggio? Aspettami un po'!". Salii e mentre lui aspettava giù, mi presentai al direttore di allora. Non ricordo di preciso cosa gli dissi, ma notando fin da subito che era una persona molto seria e distinta, riuscii in meno di 5 minuti ad avere un mio programma di interviste a degli artisti di un'associazione locale. Forse volle mettermi alla prova; ricordo che gli brillavano gli occhi e con un atteggiamento paterno mi diede un appuntamento già per registrare una prima puntata in cui mi presentava. Allora e si tratta di ben 10 anni fa, ero molto motivata ed anche se non mi aveva mai vista e non sapeva nulla di me, si realizzò quello in cui credo ancora fermamente, cioè che "la migliore raccomandazione é in se stessi" ed io non avevo allora come oggi proprio nessuna! Scesi giù le scale in un baleno! Una signora si soffermó nel guardarmi...il mio sorriso era troppo grande. "Allora" dissi a mio padre: "Tra poco si va in onda!". Ed iniziai un mio programma di interviste, il "Salotto dell'arte". Il direttore mi diede carta bianca, dicendomi solo di rispettare i limiti di tempo e di registrare le puntate in sede. Ma io ho ed avevo una testa calda. Non lo incontrai più proprio perché mi aveva dato la massima fiducia ed era uno di quegli uomini rari da trovare, uno di quelli che rispettano le donne e da subito avevo capito quanta serietà avesse. Mi aveva trattata come un collega uomo, non dando nessuna importanza al mio aspetto. Insomma un tipo che guardava dritto negli occhi e puntava all'essere e non all'apparire. Purtroppo gli artisti che dovevo intervistare non erano tutti propensi a recarsi nella sede televisiva. Per alcuni, in primis per gli scrittori, non incontrai nessuna difficoltà. Invece c'erano gli scultori di opere che sarebbe stato impossibile trasportare o pittori di quadri molto grandi. A distanza di tempo, ripensandoci, avrei dovuto farli presentare con una loro piccola creazione e farmi portare delle foto di quelle più grosse. Invece no. Pensai di portarmi il teleoperatore a destra e manca per intervistarli...in sotterranei, scantinati, garage, tutti i posti in cui creavano. Ricordo ancora l'odore delle tempere o di alcune tele o dell'argilla...Il mio programma era seguito perché cercavo di essere sempre originale e diversa. Forse ero anche comica. Certo che un sorriso riuscivo a strapparlo e l'attenzione non mancava. Però non capivo che così stavo anche facendo tanta pubblicità, troppa, allontanandomi dallo scopo che il direttore voleva perseguire. Nel frattempo il teleoperatore mi dava la possibilità di cimentarmi in altre interviste e feci diverse presentazioni di libri, concerti... Una volta una mia vicina "Sapessi ho visto una tua sosia in TV! Madonna come ti somigliava!  Di certo non eri tu! Stavi stendendo i panni, mentre lei era alla tele che faceva interviste per strada. Tu sei così riservata poi, figuriamoci! Ma ti somigliava!" ed io "Guarda un po'! Allora è proprio vero che abbiamo i sosia!".
Intanto una mattina mio padre mi chiamó e disse "Chissà perché accendo la tele e mi sembra di sentire sempre la tua voce! Pare un incubo. Va bene il programma che hai, ora pure durante la pubblicità!". Ed infatti avevo interpretato vari spot e di questo sono grata ancora oggi al tele operatore perché é un'esperienza insolita..."Uno due tre vai!" mi faceva cenno. E poverino già sopportava le mie idee strambe con cui mi veniva di iniziare alcune puntate e lui doveva sempre poi incollare l'insolita ripresa. Una volta dato che si trattava di uno scrittore filosofico..."Dobbiamo andare sul punto più alto dove si vede la città! Così potremo dimostrare il cambio della visione! Solo mutando la prospettiva si può capire la differenza! " e andammo sotto la pioggia sul terrazzo del palazzo più alto. Lui non sapeva se tenere l'ombrello o la telecamera...io con il naso sotto la pioggia..molto Mary Poppins...e ancora immaginate questa scena..Mi faccio riprendere mentre percorro il corridoio alla tele che era stretto e lungo e mentre apro la porta dico in modo molto gioioso "Guardate chi abbiamo?". Ma paft! Apro la porta e appaiono due intervistati talmente seriosi che sembravano due vittime da torturare! Il teleoperatore poi mi chiese come mai perché uno dei due era giovane ed era un tipo allegro e l'altro gioviale. Ed io: "E va bene! Lo ammetto! Sembravano tanto sicuri di sé, ma dato che non erano mai stati intervistati presso una tele, ho detto loro che dietro la telecamera dovevano immaginarsi ci fosse un mostro! Lo spettro guardingo dei telespettatori!" e si erano inibiti...Girai circa 20 puntate e gli artisti erano quasi terminati. E un giorno mi chiamò. Il direttore mi disse "Insomma ti sei portato il tele operatore a destra e sinistra con il rischio dell'attrezzatura! Non potevi girare in sede le puntate?" ed io gli spiegai la difficoltà di alcuni intervistati. E lui "Si però ora basta con questo programma. Devi occuparti delle notizie locali per il telegiornale" che però allora era condotto da un altro. "E quei pochi artisti rimasti?" pensai, "Che figura ci farò?". In quell'istante mi sentii crollare il mondo addosso. Dopotutto si trattava di una pratica iniziata gratuitamente e non riuscivo a percepire né un futuro né qualcosa di concreto. Contemporaneamente frequentavo uno studio legale dove ho conseguito l'altra mia pratica e capii che era meglio se mi dedicassi con più cura a qualcosa che forse in futuro mi avrebbe premiata. "Va bene, allora mi dedicheró solo alla mia professione legale!" dissi al direttore. Gli risposi con tale impeto che questi mostrò uno sguardo severo, deluso e contrariato. Sono sicura che in fondo mi stimasse. "D'accordo" esclamò, "ti auguro allora di avere tutto il successo che meriti!". Mi strinse la mano con fermezza. Sembravamo due uomini d'onore, ma il mio animo era a pezzi. Mi fece strada e percorremmo il lungo corridoio. Accese tutte le luci e ce n'erano tante, su diverse pareti. Mentre mi faceva cenno di precederlo, mi accompagnò alla porta. Scesi le scale in fretta e furia proprio come quella mattina in cui arrivai, ma giù non c'era mio padre, non c'era la signora che mi guardava. E non c'era più nemmeno il mio sorriso. Pioveva a dirotto. Il portone mi si richiuse quasi addosso. La pioggia colpiva la punta del mio naso come quella mattina che salii sul palazzo più alto della città. La visione però non era dall'alto. Ero in basso. In un meandro. Le lacrime si confondevano con la pioggia. Guidai senza neppure riuscire a vedere la strada. I fari mi abbagliavano e scintillavano nel profondo dell'animo, come le luci che erano state accese percorrendo la mia uscita. 
E mi dedicai alla pratica legale. Il mio avvocato oltre che essere il padre di miei due amici di infanzia, era un uomo nobile, degno di ogni stima. "Perché hai quel velo?" mi chiese. "Quale velo?". "Il velo della tristezza negli occhi". "Niente. Mi passerà". 
Nel frattempo trovai anche un lavoro part-time che mi aiutò a non ricordare i sacrifici inutili. E passai ad un giornale cartaceo incominciando ex novo la mia pratica. Purtroppo la testata che forse non nutriva simpatia nei confronti di quella televisiva, aggiunse una frase poco garbata nei confronti di questa sotto un mio primo articolo. Mi sentii usata, ma vigliaccamente provai a continuare, anche se avevo capito fin da subito che ero diametralmente opposta all'ideologia perseguita dal giornale. Infatti lasciai. Ormai non ci credevo proprio più. Ma un giorno, parlando di questo con un mio carissimo amico di scuola, ottenni un aiuto. "Perché devi arrenderti? Tu che in italiano scrivevi sempre bene? Mia sorella é il direttore di un giornale di solo donne. Le parlerò di te". Ero demotivata, però visitando la redazione capii che si trattava di persone davvero molto in gamba. Bisognava rispettare i tempi, il numero dei caratteri e l'indirizzo del giornale. Trovai tanta professionalità. La sorella del mio amico poi era una tipa tosta come si dice. "Non credi che il titolo suoni meglio così?". Mi dava sempre tante dritte su come stilare un articolo e a volte mi offendevo per le correzioni. Eppure a distanza di tempo i consigli che mi sembravano eccessivi, sono risultati perle. Terminai così la mia pratica, ma non continuai a scrivere presso quella redazione soprattutto perché distante dal luogo in cui abito. Intanto per la crisi che ha colpito molti settori, cessai anche il mio part-time e conclusa la pratica legale non ho voluto proseguire su questa strada che pure oggi non é fruttuosa. Sono così approdata sul web. Spesso penso che se internet si fosse diffuso come oggi ai tempi della mia prima pratica giornalistica, sarebbe stato diverso. Certo é che tutti prima o poi possiamo prenderci delle rivincite. E allora ho creato il mio canale YouTube, le mie interviste, i miei blog, tutto da sola. Ma non voglio stavolta che la pioggia mi bagni. Voglio danzare sotto la pioggia e con il sorriso, insieme a chi come me crede ancora nei sogni...
                                                                                                                           Elly