martedì 26 aprile 2016

Intervista a Leonardo Faienza

Essere ben curati, sogno e realizzazione di uno e di tanti

Incontrando Leonardo Faienza di Torremaggiore, non ho potuto non rimanere affascinata dallo sguardo soddisfatto ed ammirevole con cui mi ha narrato la sua  storia di passata degenza ospedaliera.
Ho lavorato per tanti anni nell’Ospedale Teresa Masselli di San Severo, come tecnico addetto alla manutenzione di impianti. A dire il vero, mi capitava di ascoltare giudizi negativi sia sulla struttura che sul personale operante. Ero  molto prevenuto e mai e poi mai avrei pensato di ricoverarmi proprio lì un giorno!”.
“Ed invece, cosa è successo esattamente?”.
Il 2 ottobre del 2015 accadde qualcosa. Premetto che ero già in pensione, non avevo un’alimentazione ottimale, praticavo pochissima attività fisica e non mi ero mai sottoposto ad esami clinici o visite mediche. Insomma mi trascuravo; colesterolo e trigliceridi infatti erano alle stelle. Dopo aver pranzato ed aiutato mia moglie a sparecchiare come al solito, avvicinandomi al lavello della cucina, ho avuto un mancamento. Il respiro  si è bloccato e, non arrivando più sangue al cervello, ho avuto un’ischemia transitoria cerebrale. Mia moglie ha subito allertato il 118 di Torremaggiore, dove abito, ed il personale operativo abilmente si è attivato rianimandomi con il defibrillatore”.
“Quindi anche il 118 ha ben funzionato?”.
Sì, sarò sempre riconoscente a coloro che mi hanno prontamente soccorso”.
“E in ospedale?”.
Una volta che sono stato ricoverato, ho potuto conoscere la realtà da vicino e come paziente. Durante la prima settimana, mi sono trovato semiparalizzato. Non ricordavo molte cose ed invece ora rammento con emozione ogni comportamento, dal semplice addetto alla pulizia al personale infermieristico e medico. Ho ricevuto tante attenzioni! Posso affermare che è stato un trattamento ottimale da parte di tutti. Anzi quando ascoltavo qualcuno lamentarsi sul cibo, mi rammaricavo perché non riscontravo niente di così esageratamente anomalo”.
“Diciamo pure che la priorità della buona riuscita del trattamento terapeutico e farmacologico dovrebbe rilevare. Ma a chi ti senti particolarmente grato?”.
Come ho innanzi detto, già al 118. Poi a tutto il personale lavorante nell’Ospedale Teresa Masselli di San Severo per essersi adoperato con estrema gentilezza”.
“Insomma un insieme di circostanze e persone positive”.
Ebbene sì e voglio credere che la Sanità tutta possa funzionare come quella che ho incontrato presso questa struttura e che ognuno nei diversi Ospedali possa impegnarsi  nel suo lavoro al massimo e con passione”.
“Cosa aggiungere? Sono felice di aver ascoltato questa buona esperienza e dato che il successo dovrebbe generare successo, spero che il tuo sia un esempio che valga da incoraggiamento!”.
                                                                 Elisabetta Ciavarella


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