Presso
la Sala Propilei nel pronao della Villa Comunale di
Foggia, dal 14 al 21 aprile l’Associazione Culturale
Piccole Arti-APS, inaugurerà un’interessante mostra dal titolo "Veneri", dedicata alla violenza sulle donne. Al Vernissage che si terrà
sabato 14 aprile, alle ore 18,30, oltre alla presenza
della sottoscritta, interverranno alcuni artisti che leggeranno
poesie sul tema discusso. I partecipanti all'evento: Palmina Celeste, Anna Delle Noci, Giacomo De Troia, Rachele Ferro, Matteo Gentile, Ciro Gisoldo, Francesco Gisoldo, Ida Iannelli, Pasquale Impagnatiello, Patrizia Manna, Gina Marella, Rosalba Pennabea, Antonio Pignatelli, Valeria Sacco, Sabrina Scotece, Antonino Speranza, Milena Stilla ed Emilio Urbano.
La
mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 18,00 alle 20,00,
dal 14 al 21 aprile.
Un
argomento dibattuto da secoli quello sulla violenza femminile, basta
infatti pensare a quante sottomissioni, condanne e cattiverie il
gentil sesso abbia dovuto subire. Donne accusate di stregoneria solo
perché osavano manifestare il proprio pensiero, mogli, madri e
figlie sottoposte a violenze di ogni genere e costrette al silenzio
per mantenere il buon nome della famiglia. E fino ai giorni nostri,
dove quotidianamente la cronaca si tinge di casi eclatanti sia nelle
mura domestiche che al di fuori, con dati sul femminicidio
davvero allarmanti.
Sembra
assurdo poi, che in una società come quella attuale dove l’uguaglianza
tra i generi sembra raggiunta, alcune donne debbano ancora essere
sottoposte a vessazioni ed umiliazioni perché, secondo atteggiamenti
maschilisti di taluni uomini, la donna viene ancora considerata come
essere inferiore ed assolutamente più debole.
Una
vera vergogna perpetrata da menti malate, a pensarci bene… una
tendenza da condannare sotto qualsivoglia aspetto e che può colpire
le donne tanto nell’ambito familiare, quanto in quello lavorativo.
Donne
che subiscono maltrattamenti, da quelli verbali a brutti schiaffi o
percosse, fino ad arrivare, in casi estremi, a barbare uccisioni. La
cronaca rispecchia dati macabri. Oltre
cento donne in Italia, ogni anno, vengono uccise da uomini e
quasi sempre quelli che sostengono di amarle. Ai femminicidi si
aggiungono poi,
violenze
quotidiane che sfuggono ai dati ma che, se non fermate in tempo,
rischiano di fare altre vittime: sono infatti migliaia le donne
molestate, perseguitate, aggredite, picchiate e
sfregiate! Quasi 7 milioni, secondo i dati Istat, quelle che nel
corso della propria vita hanno subito una forma di abuso; nel 2017 la
media è di una vittima ogni tre giorni e
negli
ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, di cui
1.251 (il 71,9%) in famiglia.
Ad
accomunare
i tanti casi spesso ci sono incomprensioni e tensioni familiari, il
desiderio di separarsi, l'affidamento dei figli.
A
tali
dati si aggiunge inoltre
il
fenomeno dello stalking e purtroppo moltissime
donne
non si rivolgono
ad alcuna
istituzione o
cercano
aiuto, perché
terrorizzate o ingabbiate in situazioni che credono di tenere sotto
controllo.
Ma
allora, come comportarsi? Innanzitutto
per
prima cosa bisognerebbe rendersi
conto che chi alza le mani, chi insulta, chi offende non ama e non è
capace di amare, se non se stesso, anche se dopo si mostra pentito,
pronuncia parole dolci e si presenta con fiori o regali. Bisogna
avere il coraggio di parlare, di confidarsi, di farsi aiutare e di
denunciare soprattutto! La vita è troppo preziosa per trascorrerla
accanto a chi lede la dignità umana e schiaccia la personalità
altrui. E ben vengano tutte le iniziative che si muovono a difesa
delle donne, affinché quello della violenza, resti un tema dibattuto
sempre meno, con l’effettiva conquista di una piena e vera
libertà da parte di ogni donna!
Elisabetta
Ciavarella

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