Come
il mare, io ti parlo...
Il
17 marzo, il Teatro Comunale Rossi di Torremaggiore
apre il sipario alla 9° Stagione Concertistica Internazionale,
Capitanata in Musica, con un evento organizzato dall’Associazione
Culturale Musicale Mozart, grazie al patrocinio del Comune di
Torremaggiore ed alla collaborazione della Proloco, della Scuola
Media Padre Pio di Torremaggiore e dell’Istituto Comprensivo
Grimaldi di San Paolo di Civitate.
Uno
spettacolo, quello della IV edizione Women in Art, con
un titolo alquanto originale e che incuriosisce, “Come il
mare, io ti parlo...”, le eruzioni emotive tra Gabriele
D’Annunzio ed Eleonora Duse. Un progetto
artistico della bravissima e valida musicista torremaggiorese Angela
Trematore, affiancata alla regia
dall’altrettanto valida professionista autoctona, Daniela
Ciavarella. Chiedo a Daniela,
“Perché
questo titolo?”
“Come
il mare io ti parlo perché il vate trovava nel mare il suo rifugio,
la sua ispirazione e non c'era nulla per lui di più emozionante
della voce del mare nel silenzio intorno...”
“Com’è
nata tale
idea?”.
“L'evento
Woman
in Art
nasce da un'idea artistica del Maestro
Angela
Trematore
che quattro anni fa mi propose di ideare uno spettacolo che
celebrasse la Donna fondendo due Arti, la musica classica e la prosa.
Così quattro anni fa, il sodalizio artistico tra me e l’Associazione
Mozart ha visto
nascere spettacoli insoliti e di spessore partendo dal fascino
dell'operetta con liriche in musica e prosa, celebrando la Donna
e il suo approccio al sentimento dell'amore con testi di Prévert,
Saba,
Neruda
ecc… In
seguito le donne di Giacomo Puccini, lo scorso anno Verdi nel salotto
di Clara Maffei, una Donna
moderna nel secolo antico. E
quest’anno
ho voluto raccontare la più bella e tormentata storia d'amore di
fine
Ottocento
tra il Vate e la Divina, soffermandomi sulla protagonista, la Duse,
una Donna che ha amato fino alla fine dei suoi giorni, che ha
sofferto per amore e che ha sacrificato tutto, anche il successo in
nome di questo Amore non sempre corrisposto
come meritava...”
“La
Duse perdonó tradimenti ed anche umiliazioni a D'Annunzio. Ma una
donna, secondo te, fin dove può spingersi nel perdonare il proprio
uomo?”.
“La
Duse amò talmente tanto D'Annunzio da annientarsi, da sacrificare
tutto e
credo
che un sacrificio cosi non sia più né giusto, né possibile. La
Donna
deve parlar d'amore donandolo prima a se stessa, senza
mai
perdere la dignità per un grande amore
soprattutto quando è immenso solo unilateralmente... Lui
l'amava, ma senza rinunce, lei invece
ha
rinunciato a se stessa per amarlo a morte… La
Duse poi, era
talmente straordinaria su un palco quanto indifesa e incapace
dialetticamente nel confronto con lui. D'Annunzio infatti,
riusciva
sempre a farla sentire in colpa perché ostacolava il suo genio e
da
qui la necessità per lui di rifugiarsi al mare e ritrovare il suo
equilibrio emotivo...”
“In
amore hai perdonato?”.
“Ho
perdonato tante volte fino ad arrivare al punto di perdonare me
stessa per aver perdonato troppo per amore...”.
“Nello spettacolo anche dei giovanissimi?”.
“Direi
di sì. Ho coinvolto
pure
mia figlia con la danza perché
volevo
che partecipasse a un mio spettacolo. Inoltre
devo dire
che tante
sono le emozioni che i
ragazzi
giovanissimi sono riusciti a fare proprie....il tutto su musiche di
Mascagni”.
“Ed
i testi?”
“I
testi sono tutti elaborati da me dopo uno studio approfondito
dell'epistolario tra D'annunzio
e la Duse”.
“Brava
Daniela, oggi che ritroviamo tanti casi in cui alcuni uomini perdono
la ragione persino commettendo crimini efferati, affermi
bene che La
Donna
deve parlar d'amore donandolo prima a se stessa, senza
mai
perdere la dignità per un grande amore!”.
Elisabetta
Ciavarella

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