L’attore Francesco
Gravino sale in scena
a San Severo
Dopo l’aperitivo offerto in un elegante
ed accogliente salotto, sono scesa giù, insieme a tanti altri presenti, in un
locale dalle volte di mattoni, con il sapore di antico. D’improvviso le luci. Arriva
la ribalta. Francesco Gravino,
giovane attore sanseverese, inizia il suo spettacolo.
L’esibizione “Mado’ Festa Patronale tra favola
e ricordi”, è avvenuta a San Severo, in via Colombo, 18, presso Foyer’97 Teatro Cantina. Tre repliche
quotidiane in tre giorni, dal 14 al 16 maggio, alle ore 19,00 alle 20,00 ed
alle 23,00. All’organizzazione hanno contribuito Laura Nardella, insieme a Edgardo
Caputo per la consulenza musicale e Massimo
Corfiati per l’audio.
Prima di assistere allo spettacolo però,
ho voluto conoscere meglio Francesco Gravino.
“Quando è nata l’associazione Foyer ’97?”.
“Da
vent’anni ormai. È un’associazione a cui collaboriamo io come attore, Edgardo
Caputo quale musicista e Luca Nardelli
come scenografo”.
“Dimmi, per te è più facile scrivere,
dirigere o interpretare una storia?”.
“Questi
sono tre ambiti apparentemente differenti tra loro, però, una volta che ho in
mente una storia da raccontare, comincio a scriverla e poi mi viene naturale
interpretarla. E forse questa è una fortuna per me. In verità sarebbe
fantastico trovare un drammaturgo che scrive per un attore, così come accadeva
un tempo. Ma oggi le difficoltà del teatro hanno cambiato delle ‘abitudini’.
Invece quando mi capita di fare delle regie ci sono differenti responsabilità.
Ho la responsabilità degli attori che torturo durante le prove… Comunque se dovessi
scegliere preferirei sicuramente interpretare”.
“Quale ruolo ti senti meglio cucito
addosso?”.
“Come
attore probabilmente mi viene meglio quello del pazzo. In uno spettacolo
interpreto il ruolo di un prete che sconfina nella follia e, a dire del
pubblico, mi viene bene”.
“Oggi molti vorrebbero diventare attori famosi. Ma il successo, quanto credi possa poi cambiare la personalità di chi lo raggiunge?”.
“Oggi molti vorrebbero diventare attori famosi. Ma il successo, quanto credi possa poi cambiare la personalità di chi lo raggiunge?”.
“Enzo
Biagi diceva che quando è la testa a dare il successo, difficilmente il
successo dà alla testa. È anche vero che oggi i talent televisivi generano
illusioni nelle nuove leve facendo passare un lavoro fatto di sacrifici e
rinunce come un puro apparire”.
“In che modo la musica influisce in uno spettacolo?”.
“In che modo la musica influisce in uno spettacolo?”.
“Beh,
la musica è importante. Serve ad evocare e a sottolineare alcuni momenti dello
spettacolo. E, quando riesco a fare le giuste scelte musicali, posso pure non
recitare che la musica riesce a toccare il cuore anche dei più cinici! La
musica è un’ottima compagna di scena e mi diverte lavorare con essa”.
Poi il momento tanto atteso arriva.
Una storia lunga, bella ed esilarante
quella di Francesco Gravino. Benché fosse solo, è riuscito a sdoppiarsi in più
personaggi e forse è proprio questa una della sue caratteristiche che affascina
maggiormente.
Mi ha fatto tanto ridere, ma anche tanto
sorridere, infondendomi buonumore, cosa che gli altri spettatori non hanno
potuto nascondere nei loro volti pieni di ilarità.
Si è riso molto.
Essendomi ritrovata in uno dei suoi
ultimi spettacoli serali, quello delle 23,00, avevo una terribile paura di fare
qualche figuraccia, cadendo fra le braccia di Morfeo, essendo reduce da
giornate più stancanti del solito. Ed invece l’attore Gravino è riuscito a
tenere alta la mia attenzione fino alla fine.
“È già finito?”, ho pensato tra me e me.
Avrei voluto continuare e ri-continuare a distrarmi ancora, accantonando ogni
pensiero e ogni stress ed immergendomi in quel limbo dorato e di sogni, in cui
solo un bravo attore, che dedica tutto se stesso recitando, riesce a portarci.
E Gravino riesce ad incantare, a trascinare, a far dimenticare ogni come, dove,
quando e perché.
Dimenticavo. Protagonista principale
della sua performance artistica, una delle più belle Regine al mondo. La
meravigliosa ed unica Madonna del Soccorso di San Severo.
Elisabetta Ciavarella
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